Come si degusta l’olio

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Degustare l’olio è un’arte, ma è anche un piacere che tutti si possono permettere.

Un olio da olive per rientrare nella massima categoria di qualità, che è quella dell’olio extravergine di oliva, deve avere alcune caratteristiche:

  • Chimiche: acidità molto bassa, max 0,8%;
  • Organolettiche: al gusto l’olio deve essere fruttato, amaro e piccante.
     

E il colore?
Le gradazioni di colore di un olio di qualità, anche appena prodotto, vanno dal giallo intenso al verde brillante. Ma è bene sapere che il colore non è un indice di qualità dell’olio, quindi possiamo degustarlo in bicchierini di vetro blu o di altro colore.

Nel bicchierino? Ma non sarebbe meglio su una bella fetta di pane caldo?
Per riconoscerne pregi e difetti, l’olio va degustato in purezza. Annusiamolo: deve essere fruttato, ossia ricordare il frutto fresco dell’oliva appena colta e sentori vegetali freschi, come il carciofo, la cicoria, il cardo, la mandorla, il pomodoro, la lattuga, il radicchio, la mela, la pera, la banana.

E tutti questi profumi da dove vengono?
Sono sentori cosiddetti varietali, ossia caratteristici della varietà di oliva utilizzata. Assaggiamolo: l’olio extravergine di qualità è amaro e piccante, porta con sé sorprendenti sapori e gusti vegetali e di frutta, ed è astringente.

Ma perché l’olio di qualità pizzica?
Sono i polifenoli, sostanze antiossidanti naturali preziose per il nostro organismo, che pizzicano e hanno note amare e piccanti.

Consumare olio extravergine di oliva di qualità è un atto doveroso nei confronti della nostra salute e di quella dei nostri figli.

Non tutti gli extravergini di oliva sono uguali, dunque annusiamo e assaggiamo sempre alla ricerca del fruttato, dell’amaro e del piccante. E quando scegliamo, privilegiamo oli che rispettano la terra, la natura e i suoi tempi, le persone e la loro storia.