La nostra famiglia

Tu sei qui

Qui a sud non sappiamo mai dire quanti siamo in famiglia. In teoria quattro, in pratica mille. I pranzi della domenica e le feste coinvolgono interi paesi, comunità. Questa ricchezza è il terreno in cui affondano le nostre radici oltre a quelle dei nostri ulivi. Da qui prendiamo nutrimento, da qui guardiamo al futuro.
Tenuta Bianco è anche una famiglia di donne e uomini che ogni giorno si svegliano e sanno di poter contare l'uno sull'altra:

Le persone

Jolanda: Nasce nel 1979. Studia, si appassiona di vino, scrive la tesi di laurea sulla Promozione del Vino Pugliese. Poi arriva l’amore per l’olio e per l’agricoltura. Frequenta molti corsi di formazione, tra cui quello per diventare degustatrice professionista di olio extravergine di oliva, corsi di potatura dell’ulivo e di olivicoltura. Oltre alla passione, dunque, tanta preparazione, che la porta a diffondere la cultura dell’olio in giro per l’Italia.

È lei l'anima dell'azienda, il cuore che ha iniziato a battere dando vita al sogno di tutta la famiglia. È tenace, caparbia. Una donna salentina a tutti gli effetti!
Soprannominata La Surè.


Paola: È del 1982, la più piccola della famiglia. Ha passione e ingegno, ed è anche un po’ sognatrice. Quando è in campo le piace il contrasto tra l'azzurro del cielo e il verde intenso e scuro delle foglie: sarà per questo che passa molto tempo con la testa tra le nuvole? Di tutte le attività predilige l'aspetto pratico a quello manageriale.
Soprannominata ‘A Teresa Piccinna.


Teresa e Gaetano: Tutta questa storia nasce dal loro amore. Perché dal loro amore sono nate Jolanda e Paola, e dal loro amore per la terra nascono la cura e la passione di Tenuta Bianco. Ex artigiano del legno convertito all’agricoltura lui, moglie e madre premurosa lei, insieme oggi sostengono questo sogno delle loro figlie. Gaetano, detto ‘U Mesciu, è uomo tenace e ironico, si è formato sull’allevamento e le tecniche di potatura degli ulivi che oggi cura quotidianamente. Teresa, o meglio ‘A vispa Teresa, è colei a cui è dedicata l’azienda. Si occupa, tra le altre cose, della “marenna” con il pane e pomodoro, che arriva sempre puntuale in campagna ad alleviare le fatiche mattutine. Molti degli alberi di Tenuta Bianco le sono stati donati dal nonno, ancora prima che lei nascesse.


Jolanda e Pai (nonni paterni): “Tutto il bene, dalla terra viene”, ripetono spesso. Loro che in campagna hanno iniziato ad andarci a dieci anni, come tutti a quei tempi. Classe 1926 e 1920, sono i genitori di Gaetano. Per i loro figli hanno voluto una vita da artigiani, ma oggi in fondo in fondo si compiacciono di questo ritorno alle origini. Alla quale cercano di contribuire con i loro borbotti e le loro risate. Entrambi necessari e meravigliosi. Quotidianamente seguono e consigliano le nipoti sugli ulivi secolari, che amano di un amore irripetibile.


Maria e Antonio (nonni materni): classe 1916 e 1911, erano i genitori di Teresa e di altri otto figli, che “sono cresciuti in campagna”. Negli anni quaranta era così: già durante le elementari i piccoli davano una mano con i lavoretti nel pomeriggio. E a undici anni si andava a guadagnarsi “la giornata”. Erano già degli olivicoltori. Ma soprattutto nonno Antonio era un innestatore di vigna. Un innovatore ante litteram, che grazie a questo sapere aveva salvato la vigna sua e degli altri dall’estinzione minacciata dalla fillossera che arrivò nel sud Italia.